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Maurizio e Roberta

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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta

Il Mattutino
di Gianfranco Ravasi

I PREGIUDIZI

La maggior parte delle persone crede di pensare, mentre in realtà organizza semplicemente i propri pregiudizi. «Con le idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n'aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non erano quelle che le fossero meno care». Così ironizzava Alessandro Manzoni su un personaggio minore del suo capolavoro, I promessi sposi.

Il profilo di donna Prassede affiora idealmente anche nell'osservazione del filosofo e psicologo statunitense William James (1842-1910) che oggi proponiamo. Egli punta su quella deviazione del pensiero che è il pregiudizio. Se è vero che il concetto elaborato attraverso il pensiero è fondamentale nella ricerca, è altrettanto vero che molto spesso il punto di partenza è un preconcetto e attorno ad esso si elabora un pensare che in realtà si trasforma in un circolo vizioso.

In pratica si gira attorno alla propria idea fissa per difenderla, sostenendola con argomentazioni faziose. Dobbiamo riconoscere che un po' tutti abbiamo - talora inconsapevolmente - i nostri pregiudizi intoccabili, che non verranno mai scalfiti dalle obiezioni altrui. Lo scrittore francese Anatole France di un suo personaggio, un illustre accademico, notava che «si lusingava di essere un uomo senza pregiudizi; e questa pretesa è già di per sé un grande pregiudizio».

Cerchiamo, allora, con coraggio di vagliare le nostre idee, soprattutto quelle più care, confrontandole con quelle ad esse antitetiche per scoprire se resistono alla luce di un vero, spietato, fondato giudizio.
Archivio: http://www.novena.it/mattutino/index_ravasi_mattutino.htm


VENERDÌ 29 Aprile 2011
Vangelo secondo Giovanni (21,1-14)


Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "E' il Signore!". Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: "Portate un pò del pesce che avete preso or ora". Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

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http://www.novena.it/vangelo_commento/vangelo_aprile_2011/aprile29.htm
Per Riflettere

Cristo è la via, la verità e la vita, con la resurrezione noi possiamo esserne ancora di più consapevoli.


Padri della Chiesa


 
La nostra lotta è contro gli spiriti del male


Prima io non speravo in te, anche se tu eri il mio protettore, che mi ha condotto sano e salvo fino al momento in cui dovevo imparare a sperare in te.

E dalla mia giovinezza che ho cominciato a sperare in te, da quando, cioè, mi hai dato le armi per combattere il diavolo, affinché nei ranghi del tuo esercito, armato di fede, carità, speranza e degli altri tuoi doni, combattessi contro i tuoi nemici invisibili e ascoltassi l’Apostolo dire:

«La nostra lotta non è contro la carne e il sangue, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male» (Ef 6,12).

E giovane, dunque, colui che combatte contro questi nemici; ma, anche se giovane, cadrà se la sua speranza non sarà colui al quale grida:

« Tu, o Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza» (Sal 70,5).


Agostino d’Ippona, Commento dai Salmi70,1,7
Archivio: http://www.novena.it/il_punto/padri_della_chiesa.htm



Narrare la fede ai figli Domenica 1 Maggio 2011 II domenica di Pasqua anno A At 2,42-47; Sal 117; 1 Pt 1, 3-9; Gv 20, 19-31 I WANT TO HOLD YOUR HAND (VOGLIO STRINGERE LA TUA MANO)


 
 

 

 
 

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