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Maurizio e Roberta

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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta


In Dialogo il Teologo Risponde


Le calamità naturali sono un avvertimento di Dio all’uomo?

Le devastazioni che avvengono in quasi tutto il mondo (terremoti, inondazioni...) possono essere avvertimenti di Dio per i nostri comportamenti fuori dalla legge del Creatore? Sono casuali? O possono essere il... «risultato» di quello che la Madonna, nelle sue apparizioni, ci mostra con le sue lacrime per non essere, noi, coerenti al nostro credo?

Gino Galastri


Vai su:
Risponde padre Athos Turchi, docente di filosofia teoretica

Archivio: http://www.novena.it/il_teologo_risponde/teologo_risponde_index.htm



Lectio Divina sul Vangelo della Domenica Lectio Divina
sul Vangelo della Domenica a cura di fra Vincenzo Boschetto

Il giusto risplende come luce

 

Invocare

O Dio, O Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è distante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il vero spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Amen.

 

Leggere

 13 «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15 né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

Un momento di silenzio meditativo perché la Parola possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.

Segue su:

Domenica 6 Febbraio 2011 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / A Lectio divina su Mt 5,13-16 Il giusto risplende come luce

http://www.novena.it/lectio_divina/lectio_divina_06022011.htm



Archivio: http://www.novena.it/lectio_divina/index_lectio_divina.htm


Narrare la fede ai figli
"Famiglia: vivi e trasmetti la fede!" a cura di Don Michele Cuttano Omelia domenicale e festiva per bambini, ragazzi e ragazze


Domenica 6 Febbraio 2011 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / A Letture: Is 58,7-10; Sal 111; 1 Cor 2,1-5; Mt 5,13-16 IL MIO CANTO LIBERO…SEI TU GESU’!

Ci sono a volte oggetti, cose, che tutti i giorni della nostra vita incontriamo, tocchiamo, osserviamo, gustiamo…
A questi elementi ci siamo abituati, quasi non notandone la loro presenza e funzione…
Come se tutto fosse naturalmente scontato, perché così è in realtà.
E’ scontato ma questo non vuol dire che non sia prezioso…
“… ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?”
Avete mai pensato al sale non salato?
Cosa di poco conto secondo voi ragazzi?
E allora provate ad assaggiare una bella Lasagna al forno senza sale e poi ditemi se è lo stesso…
Avete mai pensato ad una luce che non illumini?
E allora provate a leggere un bel libro in una stanza al buio e poi ditemi se è lo stesso…
E’ importante che il sale sali e la luce illumini!
Trattato di cucina o di fisica questa settimana nel Vangelo?
No, il Vangelo ci spiega semplicemente quello che siamo o non siamo,
cioè ci fa capire con estrema chiarezza cosa fanno i cristiani nel mondo.
Già, non ce lo siamo mai chiesto:
I cristiani nel mondo a che servono?
A sentirsi migliori degli altri uomini che non sono cristiani?
Ad andare agli incontri di catechesi?

Segue su: http://www.novena.it/narrare_la_fede_ai_figli/2011/060211.htm

Archivio: http://www.novena.it/narrare_la_fede_ai_figli/index_narrare.htm


Omelia Domenicale
di Don Michele diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)

Domenica 6 Febbraio 2011 - V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / A Letture: Is 58,7-10; Sal 111; 1 Cor 2,1-5; Mt 5,13-16 SAPORE DI MARE… I CRISTIANI NEL MONDO HANNO IL SAPORE DI DIO!

L’ultimo versetto del Vangelo di questa Domenica mette lo sgambetto alla nostra vita da “cristiani”!
Che ci vuoi fare, con Gesù può capitare…spesso…
Vediamo però di arrivarci per gradi, è meglio.
Gesù ci fa capire come vuole e cosa si aspetta dalla Sua sposa, la Chiesa (cioè da noi):
“Voi siete il sale della terra……… Voi siete la luce del mondo…..” .
Cerchiamo di capire perché Gesù, rivolgendosi ai suoi discepoli, li identifica con questi due elementi fondamentali per la vita dell’uomo: il sale e la luce.
Ecco, noi siamo abituati a pensare che il cristianesimo si realizzerà quando nel mondo tutte le genti entreranno a far parte fisicamente della Chiesa; in realtà Gesù non la pensa così.
Altrimenti non direbbe ai suoi discepoli che sono il sale e la luce del mondo.
Scendo nello specifico.
Pensiamo al sale: è un ingrediente fondamentale nella cucina, senza la sua presenza qualsiasi pietanza sarebbe una pena….
Pensa ad un bel ragù insipido, sciapito, senza sale…., potresti anche metterci tutti gli ingredienti più particolari e squisiti ma senza sale sarebbe proprio “nà cap d’ chiant”(uno smisurato pianto) ;
D’altronde pensa ad una pietanza con molto, tanto, troppo sale, sarebbe immangiabile.
O addirittura se ti capitasse, mangiando, un grano di sale intero in bocca, sarebbe solo da sputare.
E com’è che Gesù dice voi siete il sale?

Segue su: http://www.novena.it/omelia_domenicale/06022011.htm

Archivio: http://www.novena.it/omelia_domenicale/index_omelia.htm


Ermes Ronchi V Domenica del Tempo Ordinario Anno A

Il sale e la luce: radici di vero futuro

In quel tempo,Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?

A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Dio è luce: una delle più belle definizioni di Dio (1 Giovanni 1,5). Ma il Vangelo oggi rilancia: anche voi siete luce. Una delle più belle definizioni dell'uomo. E non dice: voi dovete essere, sforzatevi di diventare, ma voi siete già luce. La luce non è un dovere ma il frutto naturale in chi ha respirato Dio. La Parola mi assicura che in qualche modo misterioso e grande, grande ed emozionante, noi tutti, con Dio in cuore, siamo luce da luce, proprio come proclamiamo di Gesù nella professione di fede: Dio da Dio, luce da luce. Io non sono né luce né sale, lo so bene, per lunga esperienza. Eppure il Vangelo parla di me a me, e dice: Non fermarti alla superficie, al ruvido dell'argilla, cerca in profondità, verso la cella segreta del cuore; là, al centro di te, troverai una lucerna accesa, una manciata di sale. Per pura grazia. Non un vanto, ma una responsabilità. Voi siete la luce, non io o tu, ma voi. Quando un io e un tu s'incontrano generando un noi, quando due sulla terra si amano, nel noi della famiglia dove ci si vuol bene, nella comunità accogliente, nel gruppo solidale è conservato senso e sale del vivere. Come mettere la lampada sul candelabro? Isaia suggerisce: Spezza il tuo pane, introduci in casa lo straniero, vesti chi è nudo, non distogliere gli occhi dalla tua gente... Allora la tua luce sorgerà come l'aurora (Isaia 58,10). Tutto un incalzare di azioni: non restare curvo sulle tue storie e sulle tue sconfitte, ma occupati della città e della tua gente, illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirà la tua vita. Voi siete il sale, «che ascende dalla massa del mare rispondendo al luminoso appello del sole. Allo stesso modo il discepolo ascende, rispondendo all'attrazione dell'infinita luce divina» (Vannucci). Ma poi discende sulla mensa, perché se resta chiuso in sé non serve a niente: deve sciogliersi nel cibo, deve donarsi. Il sale dà sapore: Io non ho voluto sapere nient'altro che Cristo crocifisso (1 Corinzi 2,1-5). «Sapere» è molto più che «conoscere»: è avere il sapore di Cristo. E accade quando Cristo, come sale, è disciolto dentro di me; quando, come pane, penetra in tutte le fibre della vita e diventa mia parola, mio gesto, mio cuore. Il sale conserva. Gesù non dice «voi siete il miele del mondo», un generico buonismo che rende tutto accettabile, ma il sale, qualcosa che è una forza, un istinto di vita che penetra le scelte, si oppone al degrado delle cose, e rilancia ciò che merita futuro.
 
   
 

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