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Maurizio e Roberta

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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta


Il Mattutino
di Gianfranco Ravasi

Il quadro e la cornice

Di molte persone si può affermare quanto vale per certi dipinti, cioè che la parte più preziosa è la cornice. È accaduto a un pittore non certo memorabile che conosco: aveva donato a un'istituzione un suo dipinto racchiuso in una sontuosa cornice antica.

Una notte giunsero i ladri in quel palazzo: l'indomani i custodi trovarono per terra il quadro, privo di cornice, l'unico bottino considerato (probabilmente a ragione) degno di essere rubato. Questo evento un po' particolare, che potrebbe trasformarsi in una parabola morale, contiene in sé una lezione valida per tutti; essa è ben formulata nella frase sferzante dello scrittore franco-rumeno Emile Cioran (1911-1995) che oggi abbiamo proposto alla comune riflessione. Ci sono purtroppo nella società contemporanea molte realtà infiocchettate, avvolte in contenitori pregiati il cui prezzo è alto, ma il valore molto basso.

Ci sono persone il cui apparire è strepitoso, ma la cui sostanza umana e spirituale è pressoché nulla. Impeccabili nel vestire, seducenti nel parlare, talora "scolpiti" da qualche chirurgo plastico per togliersi di dosso la patina del tempo, si sono trasformati quasi esclusivamente in cornice, in addobbo, in apparenza. Gusci dorati, vuoti all'interno; abiti eleganti, sorretti solo da manichini. Già nel Seicento lo scrittore spagnolo Baltasar Gracián y Morales osservava: «Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l'ingresso degno di un grande palazzo, ma le stanze interne sono paragonabili a squallide capanne».

Archivio: http://www.novena.it/mattutino/index_ravasi_mattutino.htm


Narrare la fede ai figli
"Famiglia: vivi e trasmetti la fede!" a cura di Don Michele Cuttano Omelia domenicale e festiva per bambini, ragazzi e ragazze

30 Gennaio 2011 IV Domenica T. O. anno A LETTURE: Sof 2,3; 3, 12-13; Sal 145; 1 Cor 1, 26-31; Mt 5,1-12° I’M LOOKING THROUGH YOU (Ti sto guardando dentro)


Bè, sapete come capita,
parliamo di tante cose nelle nostre giornate a scuola,
con gli amici,
a casa con i nostri fratellini…
Per capire il prossimo, per condividere la vita con le persone che amiamo è importante parlare e saper ascoltare…
Anche con Dio è così.
Il brano del Vangelo di questa Domenica ci fa capire come la pensa Dio, quali sono i desideri di Dio, come Dio vede gli uomini, di quali uomini Dio si fida…
E non dobbiamo meravigliarci se troviamo delle differenze da come la pensa Dio e come la pensa il mondo,
può capitare…
Può capitare che i forti di questo mondo non siano i vincitori per Dio!
“Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati”.
Può capitare che quelli che vincono le guerre su questa terra le perdano nel Regno di Dio!
“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”
Le notizie che spesso ascoltiamo dai telegiornali spesso ci parlano di guerre, di ingiustizie;
Ebbene, Dio non ama gli uomini che commettono ingiustizie, che fanno i “furbi”, che per avere ragione e ottenere un qualcosa fanno la guerra.
Dio non ama questi uomini;
Nel Cuore di Dio non c’è posto per l’uomo violento, per l’uomo che odia, per l’uomo che umilia l’altro uomo, per l’uomo che compra un essere umano come carne in una macelleria.
E invece a guardarci intorno spesso ci accorgiamo che nel mondo ci sono proprio queste situazioni che Dio disprezza.
Che fare?
La tentazione a volte è forte…

Continua su
http://www.novena.it/narrare_la_fede_ai_figli/2011/300111.htm
Archivio:http://www.novena.it/narrare_la_fede_ai_figli/index_narrare.htm


Omelia Domenicale
di Don Michele diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)

30 Gennaio 2011 IV Domenica T. O. anno A LETTURE: Sof 2,3; 3, 12-13; Sal 145; 1 Cor 1, 26-31; Mt 5,1-12° ANYWHERE IS (Ovunque E’)

La Parola del Vangelo cerca degli uomini per incarnarsi;
viene donata al cuore di ogni uomo non per realizzare un buon “programma di governo” ma per un’opera grandiosa:
Unire l’uomo a Dio.
Oggi più che mai ci rendiamo conto che la verità, la giustizia, la pace, sono delle idee fatte a brandelli non solo in qualche pietoso talk show televisivo ma anche tutti i giorni nei nostri vissuti quotidiani.
E cerchiamo alternative di vita, magari a destra, o forse un po’ più a centro, o altrimenti “poi dice che uno si butta a sinistra”...
E decisamente possiamo verificare che le “cose” non cambiano.
L’uomo, al centro di tutto, realizza quello che ci circonda, quello che vediamo tutti i giorni.
Lasciamo la Parola a Dio, almeno chi si professa cristiano deve farlo…:
“In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo”
La storia umana viene rivoltata.
No, non è per metterci paura se pecchiamo, per metterci il fuoco in bocca,
per indurci ad essere più buoni.
Comportiamoci da figli adulti.
Quanto ci viene donato in questo Vangelo non ci offre interpretazioni, fraintendimenti…

Continua su
http://www.novena.it/omelia_domenicale/30012011.htm



Mercoledì 26 Gennaio 2011
Vangelo secondo Luca (22,24-30)


E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.

Commento alla Pagina: Clicca o Copia e Incolla
http://www.novena.it/vangelo_commento/vangelo_gennaio_2011/gennaio26.htm
Per Riflettere

Siamo capaci di vedere la nostra realizzazione nel servizio, nel dono, nell’umiltà dell’ultimo posto?


Padri della Chiesa


 
La coscienza dell’uomo

Quando Dio creò l’uomo, depose in lui un qualcosa di divino, una specie di facoltà più viva e luminosa, ima scintilla per ifiuminare la mente e indicare il bene e il male. E questo che noi chiamiamo coscienza, è la legge di natura.

I patriarchi e tutti i santi si conformarono a questa legge, cioè alla coscienza, e furono così graditi a Dio prima ancora che fosse data la legge scritta. Ma gli uomini la sotterrarono, la calpestarono con i loro peccati sempre più numerosi e allora ci occorsero la legge scritta, i santi profeti, ci fu necessaria la venuta dei nostro Signore Gesù Cristo per riportarla alla luce, per risvegliarla, per dare vita, tramite l’obbedienza ai santi comandamenti, a quella scintilla che era stata sepolta.

E noi ora possiamo o seppellirla di nuovo oppure farle obbedienza e lasciare così che brilli e ci illumini.



Doroteo di Gaza, Insegnamenti vari 3,40


Preghiamo Insieme

Molte volte ho bussato

Molte volte ho bussato alla tua porta,
ho mendicato la tua ricchezza,
ho chiesto con leggerezza,
ho domandato di più, ancora di più.
La tua carità
mi ha sempre riempito la mano,
mi ha donato,
ora con gesto misurato,
ora con grande prodigalità.
Dei molti tuoi doni, Signore,
alcuni li ho perduti per strada,
altri mi pesano sul cuore,
con altri ho fatto inutili balocchi.
Ora sono mucchio i tuoi doni,
montagna i loro rottami;
non mi permettono più di vederti
e mi sento più solo di prima.
Ti prego, Signore:
riprenditi tutto,
spazza via tutto quanto,
frantuma la mia ciotola da mendicante.
Prendimi, mio Dio, la mano vuota,
strappami dal mucchio enorme dei tuoi doni,
sollevami nudo davanti al tuo amore
di re che non porta corona.



RABINDRANATH TAGORE

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