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Maurizio e Roberta

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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta

Il Mattutino
di Gianfranco Ravasi

SEMPLIFICARE CIÒ CHE È COMPLICATO

Se siamo chiamati a semplificare ciò che sembra complicato, non siamo in compenso mai chiamati a complicare ciò che è semplice. Ho tra le mani un libro che lessi quando ancora insegnavo nel Seminario Teologico di Milano: s'intitola La gioia di credere e fu il testo che mi fece conoscere Madeleine Delbrêl, nata nel 1904 e morta nel 1964 a Ivry, ove aveva vissuto per anni in un quartiere degradato, secondo una vera testimonianza di mistica quotidiana e di cristianesimo incarnato. È proprio quando sei in situazioni di disagio e di sopravvivenza che comprendi la verità delle sue parole che ho sopra citato.

Anch'io quando mi trovavo per la mia passione archeologica nel deserto, riuscivo a ridurre le esigenze a poche cose (un po' di cibo, acqua, abiti essenziali), lasciando cadere tutte le sovrastrutture della società consumistica e complicata a cui ero abituato. Ecco, allora, il motto di Madeleine: «Semplifica ciò che è complicato» e non viceversa. È stato spesso ironizzato sul fatto che in ogni ministero è sempre attivo ed efficace un ideale «Ufficio Complicazioni Affari Semplici», sede beata e sognata da ogni burocrate.

Anche certa teologia non scherza e, con la scusa di ammonirci sulla ricchezza e profondità del mistero e della trascendenza, ci rifila tomi oscuri e indecifrabili, paginate in cui il Dio unico che si esprime con un Io personale netto e nitido si trasfigura in un gorgo oscuro o in «un arruffio di fili di cui non si trova il bandolo», come si diceva del dio sumerico Enlil. Pur consapevoli della complessità della realtà, adottiamo sempre la via della semplicità, prima di imboccare le pur necessarie ramificazioni. «Chiarità è carità», ammoniva un mio grande maestro di esegesi biblica.
Archivio: http://www.novena.it/mattutino/index_ravasi_mattutino.htm


VENERDÌ 27 Maggio 2011
Vangelo secondo Giovanni (15,12-17)



Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

Commento alla Pagina: Clicca o Copia e Incolla
http://www.novena.it/vangelo_commento/vangelo_maggio_2011/maggio27.htm

Per Riflettere

Concedici, Padre buono, di essere degni della tua scelta, e di fare, della nostra vita, un servizio alla tua parola.





Cari figli, la mia preghiera oggi è per tutti voi che cercate la grazia della conversione.

Bussate alla porta del mio cuore ma senza speranza e senza preghiera, nel peccato e senza il sacramento della riconciliazione con Dio.

Lasciate il peccato e decidetevi figlioli, per la santità.

Soltanto così posso aiutarvi, esaudire le vostre preghiere e intercedere davanti all’Altissimo.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata


Dato a Marija Pavlovic, il 25 Maggio 2011


AFFIDAMENTO DEL PAESE A MARIA

26 maggio - Il Papa: l'Italia sia orgogliosa della presenza della Chiesa


"l’Italia, celebrando i centocinquant’anni della sua unità politica, può essere orgogliosa della presenza e dell’azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell’uomo". Così Benedetto XVI si è espresso oggi durante la cerimonia in Santa Maria Maggiore a Roma, dove assieme ai vescovi italiana ha recitato il rosario e compiuto un atto di affidamento dell'Italia alla Madonna, in occasione dei 150 anni dell'unità del Paese.

"La Chiesa – ha detto il Papa - forte di una riflessione collegiale e dell’esperienza diretta sul territorio, continua a offrire il proprio contributo alla costruzione del bene comune, richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia; questa rimane, infatti, la prima realtà nella quale possono crescere persone libere e responsabili, formate a quei valori profondi che aprono alla fraternità e che consentono di affrontare anche le avversità della vita".

Il rosario di questo pomeriggio segue la Messa per l'unità celebrata lo scorso 17 marzo in Santa Maria degli Angeli dal presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco.


Padri della Chiesa


 
Lo Spirito Santo nei profeti e nei cristiani

Consideriamo allora - riprendo infatti la parte finale del discorso - che nei santi profeti c`è stata come una seconda illuminazione e preilluminazione dello Spirito, che potesse orientare alla comprensione delle cose future, e alla conoscenza di quelle nascoste; in coloro che credono in Cristo, non pensiamo che si tratti semplicemente di manifestazione dello Spirito, ma confidiamo che lo stesso Spirito abiti e quasi sia ospitato. Per cui, a buon diritto, veniamo detti anche templi di Dio, mentre nessuno dei santi profeti è mai stato chiamato tempio di Dio.

(Cirillo di Aless., In Ioan. Evang. V, 2)
Archivio: http://www.novena.it/il_punto/padri_della_chiesa.htm


Preghiamo Insieme

Dammi un cuore

O Gesù che tanto mi ami,
ascoltami, te ne prego.
Che la tua volontà
sia il mio desiderio,
la mia passione, il mio amore.

Fa' che io ami quanto è tuo;
ma soprattutto che io ami te solo.

Dammi un cuore
così pieno d'amore per te,
che nulla possa distrarmi da te.

Dammi un cuore fedele e forte,
che mai tremi, né si abbassi.

Un cuore retto che non conosca
le vie tortuose del male.
Un cuore coraggioso,
sempre pronto a lottare.
Un cuore generoso,
che non indietreggia
alla vista degli ostacoli.
Un cuore umile e dolce come il tuo,
Signore Gesù.


SAN TOMMASO D'AQUINO
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