Home Page Novena Home Page Novena
 

Maurizio e Roberta

Sichem Onlus Mailing_List Gratuita Responsabili Contenuti e Invio Coniugi Maurizio e Roberta Guidato Via Carlo Fedeli, 4 56126 Pisa - 050 8312114  
 

Se non riesci a leggere BENE questo messaggio, vai alla versione online
Cliccami

 
 

Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta



Molto probabilmente trasferiremo Una Pillola per lo Spirito su Facebook!!!
-
per ora solo prove di trasimissione!! -

È gradita una tua iscrizione


Il Mattutino
di Gianfranco Ravasi

LA DILAZIONE

Rimandando quello che si deve fare, si corre il pericolo di non farlo mai più. Non convertendosi subito, si rischia di essere dannati. L'indugiare non è solo frutto di pigrizia. In alcune persone è una vera e propria attitudine costante: si cerca di dilazionare, di rimandare a un altro momento e, così, i nodi s'attorcigliano ancor di più, le pratiche da evadere s'accumulano, le abitudini si sclerotizzano, i difetti s'incancreniscono. Aveva, perciò, ragione il grande poeta francese Charles Baudelaire quando proponeva l'osservazione che oggi abbiamo citato.

Era un po' il suo autoritratto, perché egli si era lasciato trascinare nel vortice di una vita sregolata, contrassegnata da vizi, dall'uso di alcol e droghe, dalla dissipazione economica, sia pure sempre con l'anelito di riscatto e di conversione che, però, mai veniva reso effettivo nella vita. A livello morale è, quindi, deleterio il rinvio, nella consapevolezza che il male interiore si consolida e occupa progressivamente corpo e anima, mentre – come scriveva il grande Seneca all'amico Lucilio – dum differtur, vita transcurrit, «intanto che si rimanda, la vita continua a scorrere», e alla fine si hanno le mani vuote. Certo, è vero che talvolta procrastinare una scelta può essere frutto di saggezza e riflessione e può persino attenuare, sbiadire o spegnere questioni troppo bollenti.

Ma nella maggior parte dei casi non bisogna dimenticare quell'altro motto latino divenuto proverbiale (lo si attribuisce ad Arnobio, scrittore cristiano del III–IV secolo): Quod differtur, non aufertur, ciò che viene differito, non è né eliminato né perso. L'impegno da prendere starà sempre lì ad attenderci nei crocevia dell'esistenza.
Archivio: http://www.novena.it/mattutino/index_ravasi_mattutino.htm



MARTEDÌ 29 Novembre 2011
Vangelo secondo Luca (10,21-24)



Ascolta
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Medita
In Lc 10,21 esplode nella coscienza di Gesù un bellissimo canto di lode al Padre, che ci rivela un aspetto nascosto della sua infinita pietà filiale. Dall'inizio del Vangelo di Luca è questa la prima volta che si riparla dello Spirito Santo presente in Gesù. Sembra quasi che la partenza per Gerusalemme, con la missione dei Settanta, segni un inizio nuovo. Gesù benedice il Padre perché quanto più si chiudono le porte intorno a Lui e si fa incombente il rifiuto ufficiale delle autorità del suo popolo tanto più constata con meraviglia che ci sono discepoli che “vedono”: essi non sono i dotti e i sapienti ma i piccoli. A loro perfino i demoni si sottomettono nel nome di Gesù. Questa missione dei Settanta si conclude in un clima gioioso, perché i discepoli sono contenti, come è contento chi, rimasto a lungo in una situazione passiva di ascolto, comincia a ricevere delle responsabilità che portano un frutto.

La gioia di Gesù sia anche la nostra gioia, la sua capacità di meraviglia nello scoprire i progetti del Padre sia anche la nostra capacità di meravigliarci di Dio e di aspettarlo sempre come qualcosa di nuovo nella nostra vita.

“Nessuno possiede Dio in modo tale da non doverlo più attendere. Eppure non può attendere Dio chi non sapesse che Dio ha già atteso lungamente lui.”
(D. Bonhoeffer)

Per Riflettere
Ringraziamo il Signore perché si rivela nei piccoli, i deboli, quelli che non contano. Mettiamoci alla loro scuola perché ci insegnino a “vedere” e ad “ascoltare”.


Dottori e Padri Della Chiesa
Brani di Autori Antichi o Moderni


 
O meraviglioso scambio!

Il Verbo stesso di Dio, colui che è prima del tempo, l’invisibile, l’incomprensibile, colui che è al di fuori della materia, il Principio che ha origine dal Principio, la Luce che nasce dalla Luce, la fonte della vita e della immortalità, l’espressione dell’archetipo divino, il sigillo che non conosce mutamenti, l’immagine invariata e autentica di Dio, colui che è termine del Padre e sua Parola viene in aiuto alla sua propria immagine e si fa uomo per amore dell’uomo.
Assume un corpo per salvare il corpo, e per amore della mia anima accetta di unirsi ad un’anima dotata di umana intelligenza. Così purifica colui al quale si è fatto simile. Ecco perché è divenuto uomo in tutto come noi, tranne che nel peccato. Fu concepito dalla Vergine, già santificata dallo Spirito Santo nell’anima e nel corpo per l’onore del suo Figlio e la gloria della verginità.
Dio, in un certo senso, assumendo l’umanità, la completò, quando riunì nella sua persona due realtà distanti fra loro, cioè la natura umana e la natura divina. Questa conferì la divinità e quella la ricevette.
Colui che dà ad altri la ricchezza si fa povero. Chiede in elemosina la mia natura umana perché io diventi ricco della sua natura divina. E colui che è la totalità si spoglia di sé fino all’annullamento. Si priva, infatti, anche se per breve tempo, della sua gloria, perché io partecipi della sua pienezza.
Oh sovrabbondante ricchezza della divina bontà!
Ma che cosa significa per noi questo grande mistero? Ecco: io ho ricevuto l’immagine di Dio, ma non l’ho saputa conservare intatta. Allora egli assume la mia condizione umana per salvare me, fatto a sua immagine, e per dare a me, mortale, la sua immortalità.
Era certo conveniente che la natura umana fosse santificata mediante la natura umana assunta da Dio. Così egli con la sua forza vinse la potenza demoniaca, ci ridonò la libertà e ci ricondusse alla casa paterna per la mediazione del Figlio suo. Fu Cristo che ci meritò tutti questi beni e tutto operò per la gloria del Padre.
Il buon Pastore, che ha dato la sua vita per le sue pecore, cerca la pecora smarrita sui monti e sui colli sui quali si offrivano sacrifici agli idoli. Trovatala, se la pone su quelle medesime spalle che avrebbero portato il legno della croce e la riporta alla vita dell’eternità. Dopo la prima incerta luce del Precursore, viene la Luce stessa, che è tutto fulgore.
Dopo la voce viene la Parola, dopo l’amico dello Sposo viene lo Sposo stesso.
Il Signore viene dopo colui che gli preparò un popolo scelto e predispose gli uomini alla effusione dello Spirito Santo mediante la purificazione nell’acqua.
Dio si fece uomo e morì perché noi ricevessimo la vita. Così siamo risuscitati con lui perché con lui siamo morti, siamo stati glorificati perché con lui siamo risuscitati.

Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(Disc. 45, 9. 22. 28; PG 36, 634-635. 654. 658-659. 662)
Archivio: http://www.novena.it/il_punto/padri_della_chiesa.htm


Preghiamo Insieme

Dirigi i nostri passi


O Gesù,
Signore di chi non elude la croce
cosciente della propria debolezza
affidato alla potenza dello Spirito!
Concedi alla nostra fede
di non barricarsi in una saggezza umana,
ma di lasciarsi costruire dal suo Signore.

Strappaci dai nodi dell’orgoglio
e guidaci per i sentieri del tuo amore.
Dirigi i nostri passi,
purifica la nostra vita,
affinché le tue vie siano le nostre.

Su queste strade incontreremo
i poveri, i prigionieri, gli oppressi,
i ciechi e i malati, chi non ha voce.

Ricevere con loro il Vangelo,
la libertà, la guarigione e la parola,
è follia per l’efficientismo del mondo!
Sì, è follia:
la follia del tuo amore vittorioso,
che non si accontenta di parole,
ma risuscita, accompagna
e salva per i secoli eterni.


PIERRE GRIOLET
Invia la tua preghiera su maurizio@novena.it


Il Vangelo di ogni giorno con un Commento
per tutto il mese di: Novembre 2011



 
 
 
 

Pillola per lo Sprirto: per cancellarsi vai alla pagina: http://www.novena.it/elenco/mailing_cattoliche.htm

Home Page Archivio Pillole Inviate  
Sito di apparteneza www.novena.it Iscrizione Una Pillola per lo Spirito